Guida completa alla scelta di batterie e percussioni cosa valutare. Caratteristiche, tipologie, fasce di prezzo e marche

La batteria è uno strumento a percussione molto affascinante e considerato da molti unico nel suo genere. Il compito di questo strumento è quello di dare ritmo ai musicisti facendo in modo che diventi la base principale e fondamentale di tutta l’esecuzione. Un batterista d’eccellenza deve possedere sempre senso del ritmo e ottima coordinazione tra i vari arti del corpo, in modo tale da poter realizzare un suono unico e armonioso. In questa guida tratteremo di tutte le caratteristiche di una batteria e degli strumenti a percussione in generale, per una guida all’acquisto mirata e sicura.

 

Com’è formata una batteria

Se ci si sta avvicinando da poco al mondo della musica e soprattutto della batteria, va detto che bisogna prima di tutto conoscere le varie parti che compongono quel determinato strumento. La batteria, dunque, è formata da più strumenti a percussione, posizionati in modo tale da permettere al musicista, esperto e non, di suonarli correttamente e soprattutto contemporaneamente. Tra le parti principali di una batteria troviamo:

TAMBURI 

  • grancassa
  • rullante
  • timpano
  • altre percussioni come campanacci e djembé

PIATTI 

  • hi-hat
  • crash
  • ride
  • charleston
  • splash
  • china

Per suonare correttamente una batteria occorrono sempre delle bacchette, vendibili sul mercato in vari modelle e caratteristiche disparate, in base ai generi musicali che si desiderano studiare e realizzare. E’ uno strumento che va suonato, quasi sempre, stando seduti e  per questo potrebbe essere comodo e conveniente acquistare uno sgabello.

La batteria: il drum set

Non esiste un drum-set fisso, a meno che non ci si stia riferendo a quello di base. Ogni musicista può scegliere se aggiungere o meno piatti e percussioni, in base al genere musicale che si vuole andare a realizzare suonando. Una delle caratteristiche di questo strumento, oltre a suono, è proprio il fatto che si possa personalizzare. Può essere aggiunta, ad esempio una grancassa oppure optare per piatti di verse dimensioni e tipologie. Possono essere addirittura usate più o meno bacchette e anche la loro impugnatura può variare molto.

Il set, dunque, può essere modificato e amplificato nel tempo senza necessariamente dover possedere degli strumenti musicali differenti. Il drum set kit di base, dunque, può essere sempre e costantemente adattato e integrato.

Il set di base per una batteria per principianti

Una batteria adatta ad un musicista principiante, ovvero un individuo che si è avvicinato da poco al mondo della musica e soprattutto della batteria, è composta da un set di base, in genere formato in questo modo:

  • grancassa
  • timpano
  • 2 tom
  • rullante
  • piatti

Senza dimenticare, ovviamente:

  • bacchette
  • sgabello
  • aste
  • vari supporti
  • meccaniche
  • chiavette
  • pedale per la cassa

I kit, che siano standard o meno, possono essere acquistati con tutto l’occorrente incluso. Si potrà acquistare anche un metronomo, che è indispensabile per seguire il ritmo. 

La batteria elettronica

La batteria standard classica è di dimensioni notevolmente grandi ed anche il suono che genera è molto forte. Questo potrebbe causare delle problematiche con i vicini ed è per questo che molti scelgono di optare per una batteria elettronica. E’ decisamente meno grande e dunque meno ingombrante ed inoltre il suono può essere ascoltato anche con le cuffie. Ci si potrà esercitare, dunque, a qualunque ora senza disturbare assolutamente nessun vicino.

I modelli elettronici, inoltre, permettono anche di registrare le proprie esecuzioni in modo da poterle riguardare e ascoltare per correggere eventuali errori. Riascoltare le proprie performance è un modo chiaro, semplice  e veloce per comprendere dove si sbaglia e come fare per migliorare.

Come montare la batteria

Montare e smontare la batteria è un processo molto abbastanza impegnativo e complesso. Richiede attenzione e al tempo stesso molta precisione. Bisogna eseguire sempre tutte le istruzioni per evitare di rovinare lo strumento e, qualora dovesse essere trasportato, bisogna sempre procurarsi delle custodie. Quest’ultime, possono essere sia morbide, vale a dire più leggere, che più rigide, ovvero protettive. 

Tutti gli strumenti musicali, soprattutto quelli in legno, sono molto sensibili all’umidità. Non fa eccezione la batteria che deve essere tenuta sempre in luogo asciutto per poter essere protetta il più possibile. Va inoltre curata con un’attenta manutenzione, così come gli altri strumenti musicali. Va inoltre, sempre posizionato lo strumento su qualcosa che impedisca lo scivolamento delle parti, in modo tale da non rovinare tutte gli strumenti che lo compongono.

Come accordare la batteria

Anche la batteria, come tutti gli altri strumenti musicali, va accordata. In particolar modo le pelli vanno tirate o smollate per ottenere le note che le corrispondono. Su ogni tamburo vi sono delle viti che più vengono tirate più il suono risulterà acuto. La stessa cosa vale per la pelle.

Ogni tamburo può avere più o meno tiranti. La caratteristica dipenderà dalle dimensioni generali dello strumento. Le viti in genere vanno tirate l’una opposta all’altra, dunque in modo del tutto incrociato. In questo modo la tensione può essere distribuita in modo omogeneo e il suono che fuoriuscirà sarà perfetto.

Esistono, inoltre, casse aperte o chiuse con un foro sulla pelle risonante. Ogni set, inoltre, può essere accordato con maggiore o minore frequenza, dipenderà dal suono che si vuole realizzare. Infine va detto che l’accordatura di una batteria, a differenza di altri strumenti, non ha regole ben precise o specifiche. Dipenderà, dunque, dalle proprie preferenze musicali. La stessa cosa valle per il rullante e la cassa che vanno accordati per ottenere il suono preferito del musicista.

Imparare a suonare la batteria

Innanzitutto va detto che per imparare a suonare la batteria occorre innanzitutto avere un’ottima, se non perfetta, coordinazione tra i propri arti. Non tutti posseggono questa particolare qualità, ma può essere raggiunta anche tramite l’esercizio che permette di arrivare anche ad ottimi risultati.

Se non si possiede ancora una batteria ci si potrà esercitare anche con i rudimenti. Serviranno solo due bacchette e una superficie su cui sarà possibile ”batterle”. In modo alternativo si potrà anche usare un tamburo del proprio set, è sempre consigliato un rullante in genere.

L’esercizio con i tamburi rappresenta sicuramente un’ottima alternativa per quanto riguarda il volume. Il rimbalzo, però, è diverso da quello di un tamburo tradizionale. Il ”pad” in gomma, invece, va scelto sempre di qualità per evitare qualsiasi problema con gli arti.

Gli strumenti a percussione, consigli per principianti

Gli strumenti a percussione in generale risalgono all’epoca della preistoria e oggigiorno sono l’ideale anche e soprattutto per i bambini. Per tutti i principianti è consigliabile acquistare il cajòn, uno strumento che è formato da un cassone o una cassetta che imita in genere il suono della grancassa, se viene colpito al centro. Se, invece, viene colpito ai bordi, imiterà il suono di un tamburo piccolo. Si adatta praticamente a tutti gli stili musicali ed è anche semplice e facile da imparare.

Gli strumenti a percussione più utilizzate e consigliati

Gli strumenti a percussione più utilizzati sono sicuramente i tamburi djembe. Provengono, nello specifico, dall’Africa centro-occidentale e la loro forma ricorda quella di un calice. Sono realizzati in legno, ma anche in caucciù o particolari pelli, nei casi più eccezionali. Le conga, invece, sono africane di origini, ma derivano principalmente dall’America Latina. Vengono usate genericamente a coppia su di un unico supporto. Sono tamburi particolarmente alti.

I tamburi bonghi sono anch’essi della zona dell’America Latina e sono una coppia di tamburi più piccoli, vengono suonati contemporaneamente e sono l’ideale per i bambini. I tamburi darabouka, invece, sono di origine araba e presentano un fusto in metallo che emette un suono considerato secco ma al tempo stesso tintinnante.


Mi chiamo Martina, sono del ’97 e frequento la facoltà di Lettere Moderne all’Università di Napoli, Federico II. Amo da sempre il giornalismo e mi piace molto scrivere. Mi coinvolge anche trattare i più disparati argomenti, soprattutto nell’ambito della musica e degli strumenti musicali poiché sono anche appassionata di chitarra e pianoforte. Tra i miei hobby ci sono sicuramente la lettura di poesia, la scrittura, la musica e la danza.

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